Lo studente non “funziona”: vive

Il contesto e la rete in prospettiva relazionale e fenomenologica

Autori

  • Francesco Luigi Gallo MIM

Parole chiave:

Relazione, funzionamento, inclusione

Abstract

Con l’ICF si è introdotto in Italia un approccio più ampio alla disabilità, valorizzando il ruolo del contesto come spazio di facilitazione o di barriera. Tuttavia, la sua logica descrittiva resta ancorata a una prospettiva “in terza persona”, focalizzata sul funzionamento più che sul vissuto, sulle interazioni osservabili più che sul senso che lo studente attribuisce al proprio mondo di vita.

Propongo di ripensare il quadro interpretativo dell’inclusione: il contesto non è solo ambiente, ma orizzonte di significati, continuamente co-costruito nella relazione educativa. Come nel celebre vaso di Rubin richiamato da Gallese, l’io e l’altro sono simultaneamente figure e sfondo, due presenze ma anche il “vaso” (contesto) che le connette: non si annullano, ma si fondano reciprocamente.

In questo senso, la cognizione non risiede né nel cervello né nel contesto considerato oggettivamente, ma nella relazione autentica che permette allo studente di esistere, comprendere e trasformare il proprio mondo. L’osservazione del contesto necessita quindi di essere integrata da una prospettiva fenomenologica capace di cogliere il vissuto soggettivo, la dimensione di senso e le interpretazioni che lo studente costruisce nella rete delle sue esperienze.

Ne emerge una proposta di “pedagogia estesa” che riconosce l’ambiente, certo, ma lo radica nella priorità della relazione: luogo generativo in cui apprendimento, significato e inclusione prendono forma.

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Pubblicato

2026-03-29

Come citare

Gallo, F. L. (2026). Lo studente non “funziona”: vive: Il contesto e la rete in prospettiva relazionale e fenomenologica. Journal of Inclusive Methodology and Technology in Learning and Teaching, 6(1). Recuperato da https://inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/506

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