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Journal of Inclusive Methodology and Technology in Learning and Teaching

 

 

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Pubblicati gli Atti del Convegno SIREM 2025 su JIMTLT: Le Ibridazioni Feconde in due volumi

2025-11-23

Siamo lieti di annunciare la pubblicazione degli Atti del Convegno 2025 SIREM, “IBRIDAZIONI FECONDE. SAPERI, PRATICHE, TERRITORI, RETI”, in due volumi monografici sul Journal of Inclusive Methodology and Technology in Learning and Teaching (JIMTLT).

Il JIMTLT, riconosciuto come rivista scientifica di Fascia A, ha accolto in questa doppia pubblicazione l’intera gamma dei contributi accettati a seguito della rigorosa peer review interna al Convegno.

La scelta di dedicare due volumi monografici testimonia la straordinaria ricchezza e l’elevato livello qualitativo delle proposte emerse durante le giornate di confronto a Catania. Gli Atti riflettono l’imperativo epistemologico del Convegno, esplorando la necessità di una sintesi metadisciplinare per affrontare le sfide imposte dall’Intelligenza Artificiale Generativa e dalle dinamiche socio-culturali del post-digitale.

I due volumi offrono una panoramica approfondita e strutturata sui sei Topic centrali del Convegno, dall’ontologia del digitale all’educazione e giustizia eco-sociale, consolidando l’approccio di SIREM alla verifica empirica e all’innovazione metodologica nel settore.

V. 5 N. 3 (2025): Convegno SIREM 2025 – IBRIDAZIONI FECONDE- Saperi, pratiche, territori, rete (clicca qui)

V. 5 N. 4 (2025): Convegno SIREM 2025 – IBRIDAZIONI FECONDE- Saperi, pratiche, territori, rete (clicca qui)

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V. 5 N. 4 (2025): Convegno SIREM 2025 – IBRIDAZIONI FECONDE- Saperi, pratiche, territori, rete
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“Ibridazioni feconde” è il titolo, e al contempo il principio generativo, del nuovo appuntamento di SIREM: saperi, pratiche, territori e reti si incontrano per esplorare possibilità di un’educazione che non si limiti a integrare il digitale, ma che lo assuma come terreno per reinventare le forme della conoscenza, della relazione educativa e della progettazione didattica.

Il Convegno Sirem 2025 pone al centro le ibridazioni feconde fra corpi, algoritmi, dati e ambienti di apprendimento. L’intelligenza artificiale generativa, la platformization della cultura e le crisi eco-sociali impongono alla ricerca educativa la necessità di elaborare nuovi alfabeti critici e nuove ecologie della conoscenza. Il convegno intende esplorare come la pedagogia possa abilitare literacies transmediali capaci di leggere e trasformare l’infosfera; progettare ambienti inclusivi che sfruttino l’intelligenza artificiale non solo per personalizzare l’apprendimento ma anche per problematizzarlo; coltivare immaginari futuri che tengano conto di scenari quantum, XR e post-digitali con una particolare attenzione alla giustizia sociale e alla sostenibilità; sviluppare alleanze metadisciplinari fra scienze dell’educazione, data science e studi critici su media e tecnologie.

L’invito che ci viene da Latour (2005) è a riconoscere che la conoscenza non è il prodotto esclusivo di individui, ma il risultato di reti socio-materiali: di relazioni tra attori umani e non umani, tra corpi, algoritmi, dispositivi, infrastrutture e immaginari. In questa prospettiva, ogni “nuova educazione” ci chiede non solo di aggiornare le pratiche didattiche, ma di ripensare criticamente le strutture epistemologiche dei saperi stessi.

I temi proposti attraversano il campo da diverse prospettive — epistemologiche, pedagogiche, tecnologiche, filosofiche — ma condividono un presupposto comune: la necessità di un pensiero metadisciplinare, capace di rompere la compartimentazione del sapere e di costruire nuove alleanze tra discipline, dispositivi e pratiche. Non si tratta solo di inseguire le transizioni in atto, ma di abitarle come occasioni per pensare l’educazione a partire dalla complessità del presente.

Il convegno si rivolge a studiosi, educatori, formatori, insegnanti e innovatori che vogliano contribuire a costruire una scuola e un’università capaci di pensiero critico e immaginazione trasformativa. Una ricerca educativa che non rincorra il nuovo, ma lo interroghi; che non moltiplichi le discipline, ma le ibridi; che non subisca le tecnologie, ma le abiti, le ri-medi, le metta al lavoro per una pedagogia della responsabilità, della co-costruzione e della co-progettazione per comprendere e fronteggiare le emergenze educative.

Pubblicato: 2025-11-21

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