Pratiche di inclusione con il Teatro d’Opera.
Una chiave di lettura offerta dall’ Embodied Education
Parole chiave:
Teatro d’Opera, inclusione, Embodied Education, riflessività, bisogni educativi specialiAbstract
È possibile fare inclusione attraverso le pratiche educative e didattiche legate al Teatro d’Opera? La prospettiva dell’Embodied Education (EE) può offrire strumenti di riflessività per rileggere l’esperienza e sostenere la realizzazione di pratiche inclusive a scuola? Questi interrogativi guidano la lettura degli esiti del percorso dell’Università di Parma sviluppato nell'ambito del progetto “Università al Regio. Costruire percorsi educativi inclusivi attraverso le esperienze del Teatro d’Opera”. L’indagine esplorativa (Lumbelli, 1984), di tipo quali-quantitativo, ha come obiettivo osservazione, analisi e monitoraggio delle azioni inclusive messe in atto nelle fasi che precedono e accompagnano l'esperienza a teatro di un Istituto Comprensivo della Provincia di Parma. L’analisi tematica dei dati emersi ha restituito: l’expertise delle insegnanti rispetto al progetto, per il quale sono previste attività didattiche come la realizzazione di manufatti, il canto, la LIS e la body percussion; il vissuto di bambine e bambini, lo stupore di fronte alla rappresentazione, il fascino esercitato da un’esperienza non mediata, l’aspettativa di poter ripetere l’esperienza. Gli elementi individuati, riletti nella cornice dell’EE, permettono di cogliere il potenziale del percorso e ne restituiscono il forte valore inclusivo dovuto alla pluralità dei linguaggi, alla mediazione del corpo quale strumento d’espressione, all’esperienza situata quali strutture fondanti dell’esperienza stessa.Riferimenti bibliografici
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