Ecosistemi cognitivi e media integrati: reimmaginare l’antica Roma attraverso l’apprendimento situato

Autori

  • Anna Rescigno Università degli Studi di Salerno
  • Mariangela Mirra Università degli Studi di Macerata
  • Umberto Bilotti Università degli Studi di Salerno
  • Lucia Campitiello Università degli Studi di Salerno
  • Michele Domenico Todino Università degli Studi di Salerno

Parole chiave:

Extended and embodied cognition, intelligent learning environments, multimodal knowledge construction

Abstract

La riflessione pedagogica contemporanea ha consolidato l’idea che l’apprendimento non sia un processo confinato alla mente dell’individuo, ma un fenomeno distribuito, situato nei contesti e profondamente radicato nel corpo e nell’azione. Le prospettive sulla cognizione estesa, esplorate a livello internazionale da studiosi come Clark e riprese, con particolare attenzione alla dimensione educativa, da Berthoz nel suo lavoro sulla semplessità, hanno progressivamente plasmato un nuovo modo di pensare l’insegnamento. In Italia, i contributi di autori come Sibilio e Rivoltella hanno ulteriormente chiarito come l’interazione tra il soggetto e l’ambiente, sia esso fisico, digitale o simbolico, possa generare forme di conoscenza che la lezione trasmissiva tradizionale non è più in grado di sostenere.

Da questo quadro teorico è scaturita una sperimentazione realizzata in una classe quarta del Liceo Scientifico “B. Rescigno” di Roccapiemonte (SA), con l’obiettivo di innovare la lezione di latino ed esplorare come diversi media, intenzionalmente interconnessi, possano trasformare in modo profondo le modalità attraverso cui gli studenti comprendono e costruiscono significato. L’approccio sperimentale si allinea naturalmente ai principi dell’Universal Design for Learning: la diversificazione dei canali di accesso e rappresentazione non è un’aggiunta tecnica, ma una condizione intrinseca dell’apprendimento, inteso come processo complesso e plurale.

L’aula diventa così un ecosistema cognitivo in cui testi, immagini, suoni e ambienti virtuali non si limitano ad accompagnare la lezione, ma la trasformano attivamente. A partire dalla traduzione di un passo latino dedicato agli acquedotti dell’antica Roma, gli studenti sono stati guidati in un’esperienza che ha progressivamente ampliato le loro opportunità di incontro con il contenuto. Sono passati inizialmente alla dimensione analitica del testo, poi a quella percettiva e spaziale offerta da un videogioco esplorativo ambientato in un contesto storico, e infine alla dimensione narrativa e culturale proposta da un documentario. In parallelo, un gruppo di controllo ha lavorato esclusivamente sul testo, seguendo un approccio più tradizionale.

I questionari somministrati al termine del percorso hanno evidenziato che gli studenti coinvolti nel setting multimodale hanno sviluppato una comprensione più profonda e integrata dei contenuti, hanno mantenuto le informazioni in modo più stabile e hanno percepito il loro apprendimento come più significativo, motivante e in sintonia con la loro esperienza cognitiva. I risultati suggeriscono che gli ambienti intelligenti di apprendimento non emergono dalla semplice introduzione di tecnologie, ma dalla qualità delle connessioni che la progettazione didattica è in grado di attivare, trasformando lo studio del latino in un’esperienza complessa, incarnata e culturalmente situata, capace di offrire agli studenti una forma rinnovata di accesso al patrimonio antico.

 

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Pubblicato

2026-03-29

Come citare

Rescigno, A., Mirra, M., Bilotti, U. ., Campitiello, L., & Todino, M. D. (2026). Ecosistemi cognitivi e media integrati: reimmaginare l’antica Roma attraverso l’apprendimento situato. Journal of Inclusive Methodology and Technology in Learning and Teaching, 6(1). Recuperato da https://inclusiveteaching.it/index.php/inclusiveteaching/article/view/573

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